CAPITOLO 13

RECUPERO CREDITI B2B COMMERCIALE – 13

 

L’AZIONE GIUDIZIALE – 10

 

Effetti per il creditore: Il fallimento apre il concorso dei creditori sul patrimonio del fallito, crediti che devono essere accertati con la procedura: da ciò discende che, dal momento della dichiarazione di fallimento, sono impedite le azioni esecutive dei singoli creditori sul patrimonio del fallito al fine di non turbare la par condicio creditorum. Alla stessa stregua, i creditori non possono esperire tutte le azioni che normalmente sarebbero riservate a tali soggetti al fine di ricostruire o incrementare la garanzia offerta dal patrimonio del debitore.

I debiti pecuniari del fallito, dalla data di dichiarazione di fallimento, sono comunque scaduti anche se a termine come anche dal medesimo momento si considera sospeso il decorso degli interessi convenzionali o legali sino alla conclusione della procedura.

L’articolo 56 L.F., inoltre, ammette la compensazione di un credito di un terzo ed il credito del fallito non solo quando i due crediti sono scaduti prima della dichiarazione di fallimento ma anche nel caso di crediti non scaduti, salvo che questi siano stati acquistati per atto tra vivi prima della predetta dichiarazione o nell’anno anteriore: in tali casi la compensazione non opera, prestandosi la stessa troppo facilmente a inevitabili distrazioni del patrimonio fallimentare.

L’effetto fondamentale che consegue alla sentenza del fallimento per i creditori è il conferimento ad essi del diritto di partecipare alla distribuzione del ricavato dalla liquidazione del patrimonio del fallito, sulla base dell’importo del credito al momento della dichiarazione di fallimento.

Nel caso dell’istituto di credito fondiario, si consente di iniziare o proseguire azione esecutiva nei confronti del fallito: la disposizione ha natura eccezionale allo scopo di tutelare il sistema di formazione e funzionamento del credito fondiario, attribuisce un privilegio meramente processuale; rende possibile iniziare o proseguire la procedura esecutiva individuale e anche di conseguire assegnazione della somma ricavata dalla vendita forzata dei beni del fallito senza che l’istituto abbia l’obbligo di rimettere la somma al curatore.