CAPITOLO 8

RECUPERO CREDITI B2B COMMERCIALE – 7

L’AZIONE GIUDIZIALE – 5

Il processo esecutivo ha avuto nel tempo modifiche per quanto riguarda le modalità procedurali, ma non per quanto attiene alla possibilità di ricorrere ad esecuzione se non in intervento di terzi: nel vecchio sistema, nella esecuzione promossa da un creditore, altri potevano inserirsi anche se non erano muniti di titolo esecutivo.

Oggi possono inserirsi solo terzi possessori di titolo esecutivo, ossia,i creditori che avevano già esercitato sequestro sui beni pignorati (possedevano un diritto di pegno o diritto di prelazione risultante dai pubblici registri) o che erano titolari di somme di denaro risultante dalle scritture contabili.

Il debitore, quando notificato, può riconoscere o meno il credito dell’intervenuto senza titolo esecutivo; se lo disconosce, il terzo deve (entro tre anni) munirsi di titolo esecutivo.

 

ATTO DI PRECETTO

 

Con  il titolo esecutivo, e persistendo il mancato pagamento, il creditore può iniziare l’esecuzione forzata.

Necessaria alla procedura esecutiva è la notifica di atto neutro, cioè del precetto, atto con il quale si può intimare il pagamento del dovuto in forza del titolo esecutivo. Il titolo esecutivo è letterale (vale esclusivamente per quanto in esso previsto).

Il precetto è un atto prodromico (dal latino prodromus, cioè “messaggero, precorritore, che corre avanti”) ed è necessario perché secondo il codice di procedura civile il processo esecutivo inizia con il pignoramento che può avvenire (salvo in casi particolari di deroga concessa dal Giudice) non prima di dieci e non oltre novanta giorni dalla notifica del precetto stesso.

Il termine di dieci giorni  è il minimo previsto dal codice, mentre il secondo di novanta giorni, essendo il termine massimo di efficacia del precetto, se decorso senza che sia avvenuto pignoramento occorre notificare nuovo atto.

Il pignoramento può essere di beni mobiliari o immobiliari, e la procedura nei due casi è diversa: ne parleremo la prossima settimana.