CAPITOLO 9

RECUPERO CREDITI B2B COMMERCIALE – 9

 

L’AZIONE GIUDIZIALE – 6

 

Il pignoramento mobiliare, su richiesta del creditore,è effettuato dall’Ufficiale Giudiziario dopo la obbligatoria presentazione del titolo esecutivo e del precetto.

A questo punto, l’Ufficiale Giudiziario redige un verbale dei beni da pignorare (se ci sono), indicando un valore di stima.

Doveroso ricordare che ci sono beni, espressamente indicati dal codice, non pignorabili (per esempio cose sacre, l’anello nuziale, tavoli per la consumazione dei pasti, letti, oggetti e libri indispensabili per l’esercizio della professione, ecc.) cosi come non si può pignorare la parte del trattamento pensionistico di natura alimentare.

Stipendi e pensioni sono pignorabili nei limiti del quinto, salvo ipotesi particolari.

Avvenuto il pignoramento, ed entro novanta giorni, il creditore deve depositare un atto denominato “istanza di vendita”: con questo atto, si chiede al Giudice incaricato dell’esecuzione la comparizione delle parti  (creditore e debitore) avanti a sé per stabilire la fissazione della vendita dei beni. Se questo deposito non è effettuato, il pignoramento perisce.

Una volta venduti i beni, di nuovo si deve comparire avanti al Giudice per richiedere l’assegnazione del ricavato.

Quando esiste il pignoramento bancario, si dovrebbe bloccare ogni somma dovuta al creditore depositata nel conto corrente del debitore esecutato sino all’esito della procedura.

Se da una parte questa tesi è fondata da esigenze di tutela, dall’altra può portare a spiacevoli conseguenze: infatti, quando la banca è notificata, anche se per piccoli importi, porta al blocco (delle volte per un lungo periodo) di ogni somma depositata, con grande pregiudizio dell’ esecutato.

Parleremo nella prossima settimana del pignoramento immobiliare.