CAPITOLO 12

Azioni di difesa Giudiziaria:

IL DECRETO INGIUNTIVO

 

Il decreto ingiuntivo è una richiesta di pagamento avanzata dall’istituto di credito al fine di recuperare l’ipotetica cifra che non risulta onorata.

L’istituto di credito può procedere con l’emissione del decreto ingiuntivo solo dopo aver revocato al cliente le facilitazioni concesse (aperture di credito, scoperti di conto, ecc.) ed aver provveduto alla messa in mora del debito attraverso l’invio di diffida a mezzo raccomandata e/o comunicazione equivalente.

Il fine dell’emissione del decreto ingiuntivo è quello di ottenere la provvisoria esecutività allo scopo di poter emettere un precetto ed avviare azioni esecutive sul patrimonio. È molto importante effettuare l’opposizione al decreto ingiuntivo nei termini stabiliti per legge cioè entro 40 giorni dalla notifica dello stesso avvenuta a mezzo dell’ufficiale giudiziario.

 

I SALDI RICHIESTI SONO REALMENTE DOVUTI?

 

Effettuando le analisi dei rapporti con gli istituiti di credito è emerso che molto spesso i decreti ingiuntivi hanno vari vizi, perché fondati su saldi errati dovuti ad indebiti applicati al rapporto e/o perché la banca non prova correttamente la continuità contabile del proprio credito.

Le contestazioni applicabili possono essere:

  • applicazione su rapporti di conto corrente dell’anatocismo
  • applicazione di interessi ultralegali non pattuiti
  • applicazione di commissioni di massimo scoperto nei rapporti di conto corrente
  • applicazione di spese non pattuite contrattualmente nei rapporti di conto corrente
  • applicazione di un saldo zero
  • applicazione di interessi usurari nei rapporti di conto corrente o nei rapporti di mutuo chirografario o ipotecario

 

Visto il gran numero di contestazioni eccepibili è probabile che i saldi richiesti non siano realmente corretti o, addirittura, che risultiate voi creditori nei confronti degli istituti di credito, pertanto si consiglia di effettuare la verifica dei rapporti bancari al fine di tutelare i vostri diritti e riconoscere le cifre che realmente sono dovute nel rispetto delle leggi.