CAPITOLO 9

COMMISSIONE DI MASSIMO SCOPERTO

(CMS)

 

 

Tra le anomalie che possiamo riscontrare analizzando un conto corrente troviamo la Commissione di Massimo Scoperto.

Per capire meglio questa problematica dobbiamo necessariamente chiarire cos’è lo scoperto di conto corrente?

Lo scoperto di conto corrente è una linea di credito che la banca accorda ad un cliente che può essere utilizzata per sopperire alla momentanea crisi di liquidità. Ovviamente la banca fisserà un limite massimo oltre il quale il cliente non dovrà andare per non incorrere in ulteriori penali.

 

La Commissione di massimo scoperto è la percentuale che la banca applica alla “scopertura massima” ovvero la cifra più alta utilizzata da un correntista oltre le sue reali disponibilità nell’arco di un trimestre.

La giurisprudenza sino al 2009 ha dichiarato illegittima la commissione di massimo scoperto perchè questa andava ad aggiungersi in maniera subdola ed illecita agli interessi passivi che il cliente pagava già sulle somme usate al di fuori delle sue reali disponibilità e perchè l’importo da pagare a titolo di commissione era calcolato su un periodo, il trimestre, stabilito dagli stessi istituti in maniera del tutto arbitraria.

Fu pertanto dichiarata in contrasto con l’art. 1346 del Codice Civile perché applicata in mancanza di causa ed in modo Indeterminato.

Dopo il 2009 si è cercato di regolare l’applicazione di tali commissioni al fine di mantenerle applicabili ma nel 2011 la Legge ha dichiarato definitivamente nulla la commissione di massimo scoperto.

La situazione è cambiata nel 2012 con l’emanazione della Legge 62/2012 e con la modifica dell’art. 117 TUB (Testo Unico Bancario) che ha di fatto introdotto 2 nuove commissioni:

  • la commissione Disponibilità Immediata Fondi (DIF) commissione onnicomprensiva per la messa a disposizione dei fondi la cui spesa viene addebitata indistintamente dall’utilizzo del fido

 

  • la commissione di istruttoria veloce (CIV) espressa in misura fissa in caso di scoperti di conto o extrafido